Mavi Pendibene, La seduzione del consueto

 

Cosa ci possono raccontare una ringhiera, uno steccato, una persiana?

 

Sono comparse, non protagonisti, sono cose senza storia.

 

Ho scritto queste pagine perché penso esattamente il contrario: messi sotto la lente d’ingrandimento o semplicemente presi in considerazione, gli oggetti rivelano una vita propria che interagisce con la nostra, smuovono ricordi, generano emozioni.

 

Se lo sguardo non si smarrisce, gli oggetti parlano e noi diventiamo testimoni di una vita silenziosa che sfugge alla prigione delle loro forme e alla familiarità del nostro sguardo. Così, improvvisamente in primo piano, le cose più insignificanti scoprono se stesse e diventano soggetti di un universo, aperture sul mondo.

 

Basta un nostro sguardo e gli oggetti si trasformano in creature speciali, contente di essere guardate, ansiose di dimostrare la loro individualità.

 

Gli oggetti non pretendono una contemplazione ma considerarli crea una rete di corrispondenze sottili, qualcosa che può aiutarci a sognare e riportarci nella felicità e nell’ordine immanente delle cose.

 

“Le seduzioni del consueto” è proprio un breve viaggio attraverso gli oggetti, un volo tra i profumi, i colori e i suoni che attirano e suscitano simultaneità più lontane e profonde.

 

Sullo sfondo la casa, sempre lei, che si materializza nei semplici oggetti quotidiani che popolano le pagine e diventa, ancora una volta, luogo di sogno, di memorie, di vita vissuta.

 

Un romanzo dell’autrice italiana Mavi Pendibene, pubblicato da ProMosaik, insieme agli altri romanzi e racconti dell’autrice. Un approccio esistenziale alla letteratura. E soprattutto letteratura al femminile.

 

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