Milena Rampoldi, Alcune considerazioni su Nagib Mahfuz e le sue opere

In questo breve saggio sul grande letterato egiziano e premio Nobel Nagib Mahfuz (1911- 2006), da noi redatto nel 2003 e ora rielaborato in occasione del venticinquesimo anniversario del suo premio Nobel del 1988, vorremmo cercare di presentare al pubblico italiano alcuni aspetti salienti della biografia e delle principali opere di questo grande autore. A nostro avviso, Mahfuz rappresenta un intellettuale moderno, difficilmente comprensibile nel suo atteggiamento politico, da una parte liberale e socialmente impegnato e dall’altra di sostenitore passivo di una dittatura quale quella nasseriana, profondamente egiziano e anche in un certo senso nazionalista e anti-islamista, motivo per cui divenne anche vittima di un attentato nel 1994, e soprattutto metropolitano. Alcuni islamisti, a nostro avviso a torto, lo paragonano persino con Salman Rushdie, l’autore del controverso romanzo Versi satanici, e lo definiscono persino ateo, anche se Mahfuz non ha mai negato di essere musulmano, dimostrando un profondo rispetto per l’Islam, anche se prima di tutto si definiva egiziano.

 

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