Julia Profanter, L’invitée di Simone de Beauvoir

 

Siamo nell’anno 2019 ed il femminismo, le proble-matiche dovute alla disuguaglianza tra i sessi e la lotta per l’equiparazione dei diritti sono ancora d’attualità. Negli ultimi anni si sono tenute numerose manifestazioni in tutto il mondo, movimenti con milioni di sostenitori si sono sviluppati anche grazie a Internet e l’attenzione mediatica si è concentrata ripetutamente sull’attivismo femminista. Al giorno d’oggi si tratta di un movimento così popolare ed esteso che potrebbe essere considerato la quarta grande ondata del femminismo. La situazione delle donne è estremamente cambiata dagli anni 60, almeno per quanto riguarda il mondo occidentale; tuttavia le donne hanno ancora bisogno di lottare per la loro equiparazione al genere maschile, che non è ritenuta ovvia in tutti gli ambiti della nostra società: la ripartizione  tradizionale dei ruoli nella famiglia e nella vita quotidiana è ancora diffusissima, così il gender-pay-gap, poiché la remunerazione delle donne continua ad essere più bassa di quella degli uomini, a parità dei ruoli. Nonostante i cambiamenti importanti apportati dalla prima e dalla seconda ondata del femminismo, al giorno d’oggi la lotta è per molti aspetti ancora la stessa dei tempi di Simone de Beauvoir e del suo romanzo L’Invitée.

Questo elaborato analizza L’Invitée, il primo romanzo della pensatrice e scrittrice Simone de Beauvoir, importante intellettuale e femminista francese del XX secolo, quando le donne indipendenti e libere erano ancora poche. Inoltre, si dà una breve introduzione all’esistenzialismo, sostanzial-mente coniato da Jean-Paul Sartre, compagno di Beauvoir, e di Beauvoir stessa. Infine, il terzo capitolo si occupa di due temi principali che ricorrono nel romanzo: il femminismo e la libertà e, rispettivamente, la non-libertà.

 

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